Teoria dell’Assetto di un Veicolo – Cerquetani M.

Recensione del Libro. Di Filippo Miotto, pubblicato il 09 novembre 2021.

Anagrafica del libro “Teoria dell’Assetto di un Veicolo”

Non perderei troppo tempo… Entriamo con un tuffo nel libro, partendo dalla sua scheda anagrafica che vi lascio nel seguito.

Autore: CERQUETANI Massimiliano.

Titolo: Teoria dell’Assetto di un Veicolo

Sottotitolo: Aspetti generali e sintesi meccanica di alcuni fenomeni cinetico-dinamici

Editore: ‎ Texmat (19 maggio 2020) (clicca quì per andare al sito di Texmat)

Lingua: ‎ Italiano

Formato: Copertina flessibile, 278 pagine

ISBN-10: ‎ 8894982378

ISBN-13: ‎ 978-8894982374

Peso articolo: ‎ 389 g

Dimensioni: ‎ 19 x 2 x 26 cm


Il libro l’ho trovato per caso su Linkedin e, incuriosito a causa della mia voracità di imparare tutto sull’automobile, sono andato a cercarlo in internet. Trovo sul sito della Casa Editrice Texmat l’indice e mi convinco a comprarlo e via: si inizia a leggere! Anzi, a studiare!

Vi descrivo un po’ cosa ho scoperto durante la sua lettura.

Nota: le immagini sopra le ho fatte io! e si vede! Spero di non aver violato nessuna legge sul diritto d’autore. Se così fosse segnalatemelo e le tolgo subito.


Descrizione generale

Dal titolo si può benissimo comprendere che il libro è dedicato alla teoria dell’assetto di un veicolo, quindi ampio spazio a contenuti dedicati all’autotelaio, dal sistema di sospensione al sistema frenante, passando dagli aspetti legati alla dinamica del veicolo in marcia. Vengono fornite indicazioni anche su come poter intervenire su alcuni aspetti/assetti meccanici per migliorare la stabilità dell’autovettura, senza trascurare gli interventi sbagliati che vengono fatti credendo di migliorare le prestazioni generali della vettura, ma che in realtà ne pregiudicano la sicurezza. L’indice analitico completo è presente sul sito della Texmat, la Casa Editrice. Se cliccate quì potete consultarlo.

Il libro, di tipo tecnico, non è certo indicato per una lettura rilassante serale, ma serve per approfondire, con un blocchetto degli appunti di fianco su cui rielaborare quanto indicato all’interno, alcuni aspetti della meccanica e della dinamica dei veicoli. Mi correggo su quanto asserito poco fa. Se siete anche voi malati di motori, probabilmente, una lettura serale di questo tipo è piacevole e rilassante.

Il libro è ben strutturato e organizzato in modo lineare. Gli argomenti trattati sono molto diretti e garantiscono velocemente di arrivare alla soluzione del problema trattato e/o ad avere indicazioni precise del comportamento e del funzionamento di alcuni aspetti dell’autotelaio. Il carattere espositivo è chiaro, facendo risaltare subito il legame causa-effetto tra la tecnica e il particolare dettaglio dell’assetto in esame.

Il livello di approfondimento, pur non entrando nelle dimostrazioni fisico-matematiche alla base dei fenomeni spiegati, garantisce un approccio e una conoscenza ottimali degli aspetti trattati.


A chi lo consiglio

Il libro, per come è stato concepito e realizzato, sembrerebbe una lettura accessibile a tutti, ma non è proprio così, richiedendo invece almeno un minimo di competenze e conoscenze del settore automobilistico. La struttura di ogni argomento trattato prevede lo schema ricorrente dei manuali dedicati all’approfondimento di dettaglio in cui, senza perdere troppo tempo in inutili spiegazioni, si ha (i) la descrizione del fenomeo/aspetto tecnico, (ii) la descrizione della fisica su cui si basa, (iii) la descrizione di dettaglio di alcuni aspetti e/o peculiarità (iv) fornendo anche indicazioni su come intervenire al riguardo. In particolare, per quest’ultimo punto, si trovano le descrizioni più diverse, ritenute utili dall’Autore, per far comprendere al meglio la dinamica del veicolo. Si va, ad esempio, da una semplice spiegazione tecnica di un meccanismo cinematico, come il funzionamento di una sospenzione, alla descrizione di come intervenire per migliorare la performance del veicolo, ad aspetti legati alla sicurezza dell’autovettura durante la marcia, quest’ultima espressa in termini di migliore o peggiore tenuta di strada.

Anche chi non ha conoscenze in campo di meccanica dell’autoveicolo può, comunque, approcciarsi al libro stesso iniziando ad avere una delucidazione su alcuni aspetti del comportamento su strada delle vetture. Se, però, si hanno già delle basi di meccanica razionale, di cinematica e di dinamica delle masse in movimento lo si può apprezzare veramente per quello che vale, capendo e interpretando così al meglio l’automobile. Lo stesso Autore, infatti, ne consiglia la lettura a chi ha già delle conoscenze al riguardo, come del resto c’era da aspettarsi.

In definitiva, se siete appassionati di auto, ma non possedete lauree specifiche sull’argomento, DOVETE leggerlo. Avrete dopo più chiari molti aspetti dell’assetto e della dinamica del veicolo che vi aiuteranno a comprendere il mondo dell’auto e ad apprezzarlo con un diverso punto di vista. Poi, dopo la lettura, passate pure a testi più universitari…

Volete invece modificare la vostra auto artigianalmente? Magari acquistando materiale da internet? Leggete tutto il libro, poi cambierete probabilmente opinione sugli interventi da fare, decidendovi a rivolgervi a tecnici specializzati.


Chi è l’Autore

Prima di descrivere in dettaglio il testo, due parole sull’Autore, Massimiliano Cerquetani. La “anagrafica” l’ho desunta da Linkedin, dal testo e dalla pagina della casa editrice, la Texmat.

L’ing. Cerquetani ha una laurea in Ingegneria Meccanica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, con una passione per la Meccanica del Veicolo e la Matematica. Viene segnalato che svolge anche attività agonistica nel settore dell’Automodellismo RC (che mi devo decidere ad approfondire!). Dal sito e dal retro del libro noto che ha all’attivo altri 4 libri pubblicati, sempre nell’ambito della meccanica.

Veniamo ora al libro.


Struttura del testo

Inizierei la descrizione non proprio dalla struttura del testo, ma dalla struttura del libro come oggetto, fattore non banale. E’ stata scelta una pubblicazione con copertina flessibile che avvolge un volume di dimensioni e peso ideali per essere infilato in uno zaino e portarselo dietro e leggerlo quando si vuole. Una banalità? Secondo me no. Per lavoro ogni tanto mi è capitato di viaggiare e alcuni volumi letti, che mi avrebbe fatto piacere portarli con me sono invece dovuti restare a casa… quindi ben vengano scelte di questo tipo!

Altra nota positiva: pur capendone poco di stampa, facendo però un confronto con altri testi, vedo che la qualità delle pagine e delle immagini e testi riprodotti è alta.

Veniamo ora al testo vero e proprio.

La struttura del testo (quello vero, stavolta) prevede 5 capitoli complessivi in cui vengono affrontati diversi argomenti. Cliccando quì vi rimando alla scheda del libro presente sul sito della casa editrice Texmat, in cui è disponibile anche l’indice completo, in modo da vedere nel dettaglio tutti gli argomenti trattati.

Nel seguito vi racconto un po’ io cosa troverete all’interno. Poi non resta che a voi fare il resto…

Capitolo 1: Angoli fondamentali

Si inizia (e non potrebbe essere diversamente) dallo spiegare uno dei punti più delicati dell’autoveicolo, ossia quello di contatto tra macchina e suolo: il sistema di sospensione e tutto quello che ne compete. Braccio a terra, ammortizzatori, sospensioni, geometrie che caratterizzano l’asse anteriore e posteriore e quindi le varie tipologie di sospensioni che troviamo, o che trovavamo, sul mercato automobilistico. Le indicazioni poi sulle barre antirollio completano il tutto.

Quanto esposto permette di capire subito il meccanismo cinematico di funzionamento e, soprattutto, gli effetti che una certa tipologia di sospensione e/o una certa tipologia di intervento su di esse comportano in termini di effettiva tenuta del veicolo.

Come tutti bene o male abbiamo scoperto o capito, i problemi principali di un veicolo nei confronti della sua stabilità si hanno quando cambia qualcosa nella sua configurazione e, quindi, si passa da un moto uniforme rettilineo a un moto vario. Il testo inizia così a trattare gli aspetti veramente dinamici di un veicolo in marcia, quindi accelerazione e decelerazioni e, soprattutto, le variazioni dinamiche nel momento in cui si affrontano curve, movimenti trasversali del veicolo e/o variazioni del punto di contatto. Tutto questo preambolo e il testo inizia a chiarire quali sono gli angoli fondamentali che interessano il gruppo ruote-sospensioni che determinano, nel momento in cui la ruota “sale e scende e gira” in seguito a variazioni trasversali dell’assetto, come una sbandata, una curva, etc., una variazione della sua posizione rispetto al suolo e quindi favorisce o complica il suo comportamento. Convergenze e allineamento degli assi e delle ruote completano il tutto.

Il capitolo prosegue con il differenziale, quindi fornendo indicazioni su come trasferire la trazione da una parte all’altra del veicolo o, meglio, da una ruota all’altra, al fine di mantenere sempre attiva la trazione. La parte successiva è d’obbligo: gli pneumatici.

Dettaglio non trascurabile è che il testo è proposto per capire e intervenire sull’assetto di un veicolo in base alle esigenze richieste in ambito sportivo. Consiglierei quindi la lettura di tutto il libro anche, e soprattutto, a chi gli sta venendo una mezza intenzione di intervenire artigianalmente sull’assetto del proprio veicolo. Non su un’auto preparata per la pista dove meccanici competenti e con esperienza possono affinarne il comportamento, ma su una auto “tradizionale”, pensando che ribassandola o allargandone la carreggiata in automatico si migliorano le caratteristiche dinamiche. Tutto vero? Non proprio. Il testo chiarisce bene che in base alla tipologia di circuito e alla tipologia di risposta che vogliamo da parte del veicolo si deve modificare opportunamente l’assetto. Quindi attenzione!

Capitolo 2: Dinamica della traiettoria

Curve di ogni tipo! Strette, medie, larghe, in sequenza e tutto quello che ne compete. Cosa succede in curva? E nelle staccate? E all’uscita delle curve? Argomenti non banali che vengono trattati anche sulla base delle conoscenze del capitolo precedente. Anche quì viene ribadito che le indicazioni sono valide in ambito sportivo, quindi su circuito. Non applichiamole in strada, lì dobbiamo guidare in altro modo, e ce lo ricorda anche il testo.

Tante cose da scoprire anche sulle curve. Sulla tipologia di staccata e di ingresso in curva ho scoperto che erano prerogativa di alcune tipologie di piloti, più che della tipologia di circuito. Tempo fa lessi che esisteva la scuola americana di ingresso in curva e quella europea… ma il concetto non cambia.

Il capitolo, come quelli successivi, non è lunghissimo, ma rappresenta l’applicazione “in strada” di tutto quello visto nel primo.

Capitolo 3: Sintesi dinamica di alcuni fenomeni che si manifestano durante la guida

Beccheggio e rollio. Questi sono i due fenomeni principali affrontati in questo capitolo. La puntualizzazione di alcuni aspetti legati ai trasferimenti di carico, già esposti nei capitoli precedenti, permette di comprendere cosa succede al veicolo essenzialmente durante le frenate e le accelerazioni, oltre che durante i cambiamenti di direzione, repentini o graduali che siano.

Attenzione che per il verificarsi del fenomeno del rollio non è necessario affrontare delle curve. Una raffica di vento laterale piuttosto intensa può provocare lo stesso fenomeno, senza che sia legato ad un cambiamento di direzione (ndr).

Capitolo 4: Dinamica del freno

Dopo una spiegazione di cos’è un freno in un autoveicolo, con tanto di indicazioni anche sull’olio utilizzato nel circuito idraulico, l’Autore affronta il problema dell’efficienza della frenata sotto vari punti di vista. Primo tra tutti discute dello spazio di frenata e della decelerazione che ne consegue. Si prosegue poi con l’analisi termica di cosa succede al freno e, da non trascurare, al sistema idraulico di frenatura, con tutte le conseguenze del caso, dall’allungamento dello spazio di frenata alla riduzione della forza frenante.

Una mia nota personale a chi sta leggendo questo articolo: attenzione che i fenomeni affrontati nel libro non sono prerogativa di chi si trova in pista. Provate a fare una lunga strada di montagna in discesa! Se non si è più che bravi ed accorti nell’usare il freno motore, si deve agire sui freni, portando spesso ad un loro surriscaldamento.

Torno al libro. L’ultima parte del capitolo è dedicata alla spiegazione degli ingombri del sistema frenante a livello delle ruote, da cui si può desumere il perchè delle scelte dei vari costruttori di posizionare le pinze freno in determinate posizioni sul disco.

Capitolo 5: Dinamica longitudinale del veicolo

Siamo arrivati alla fine. L’ultimo capitolo, piuttosto breve, una decina di pagine, affronta il problema di valutare la curva Potenza vs Numero di giri tenendo conto di tutte le perdite di potenza in gioco durante la marcia. Il testo non tratta dei problemi agli alberi motori o di altre tipologie di perdite, ma, essendo il libro dedicato all’autotelaio, valuta le perdite che intercorrono durante la marcia e dovute all’aerodinamica stessa, al rotolamento, alla pendenza, senza trascurare la portanza.


E adesso… buona lettura.


Recensione di Filippo Miotto, pubblicata il 09 novembre 2021.

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