Vernasca Silver Flag. 26a edizione.

di Filippo Miotto, pubblicato il 14 giugno 2022.


Vernasca Silver Flag

Tre parole, non ne servono altre. E invece no! Di parole ne servirebbero tantissime, ma non sarebbero comunque sufficienti a descrivere tutto quello che può trasmettere un evento come questo.

Il programma vincente che hanno messo in opera prevede 3 punti:

  • il posto,
  • i partecipanti,
  • l’organizzazione.

La Vernasca Silver Flag (clicca quì per il sito ufficiale) è tutto questo, e molto di più!


Il posto e l’organizzazione

10-11-12 giugno 2022. Queste le date della manifestazione.

Partiamo però con l’ambientazione scelta: Castell’Arquato, Vernasca, la Val d’Arda. Siamo all’inizio dei colli piacentini dove il paesaggio, naturale o plasmato dall’uomo, assume colori e scorci particolari, tanto da renderlo gradevole in ogni stagione. I paesi, in questi luoghi, hanno sempre qualcosa di speciale da raccontare e da mostrare. L’architettura medievale e rurale di tempi antichi si mischia a paesaggi a volte dolci a volte aspri, dove ogni singolo angolo o visuale deve essere ammirato. Ogni strada merita di essere percorsa, ma non in modo spasmodico e veloce, come le auto di cui vi racconterò richiederebbero, ma in modo dolce e garbato, in modo da assaporare il tutto. Perchè anche i sapori veri e propri possono essere vissuti. Fermatevi nelle trattorie e nei ristoranti locali. Prendetevi una pausa e assaggiate i prodotti locali. Ne rimarrrete colpiti.

Ma queste sono altre storie di cui già ve ne parlai e ancora ve ne narrerò (clicca quì per conoscere Castell’Arquato, oppure clicca quì per la Val d’Arda e non solo).

Continuiamo con l’organizzazione.

L’evento non è alla sua prima edizione. Come si può leggere nella presentazione siamo ormai alla 26a. La prima manifestazione si disputò nel lontano 1953 e per ben 17 anni divenne uno dei punti di riferimento di questa tipologia di competizione. Per la storia completa vi rimando però alla pagina ufficiale (cliccate quì), da cui ricavare anche rare foto dell’epoca.

L’evento che ho visitato era organizzato su tre giorni, un intero week end, di giugno 2022:

  • venerdì 10, arrivo dei partecipanti ed esposizione delle auto nel paddock;
  • sabato 11, esposizione due sfilate di regolarità in salita, una al mattino e una al pomeriggio, più esposizione nei paddock di Castell’Arquato;
  • domenica 12, al mattino esposizione e poi partenza verso Vernasca, dove nel mezzogiorno si sarebbe concluso l’evento.

La vicinanza tra il pubblico e le auto esposte, l’organizzazione delle partenze delle sfilate di regolarità in salita garantivano, con i tempi che sono stati dettati dall’organizzazione, la possibilità di godersi l’evento senza annoiarsi. Il fatto di aver concentrato le auto nella parte inferiore del paese, lasciando la parte alta e medievale libera, garantivano anche il riposo e lo svago a chi non fosse (che peccato!) appassioanto di motori. Dietro ogni appassioanto/a c’è sempre qualcuno/a che fa da accompagnatore. Niente di grave! Tra storia, arte, natura e buon cibo non si sarebbe di certo annoiato nessuno!


I partecipanti

La soilta rassegna di auto storiche? Le solite auto che si possono incontrare anche su strada? Non proprio.

L’evento ha mobilitato molti veicoli storici di ogni categoria, con alcune vere e proprie rarità. Possiamo trovare auto più tradizionali ma anche veicoli che, normalmente, non si possono incontrare, in quanto custoditi gelosamente in qualche museo o in qualche collezione privata o, semplicemente, perchè in Italia ce ne sono veramente poche.

Alcuni modelli più rari li avevo già visti in altre manifestazioni, ma da lontano, dietro dei cavalletti o simili. Quì invece ci puoi girare intorno, li puoi annusare, li puoi esaminare nei dettagli e i proprietari sono lì a parlarti, a raccontarti le loro esperienze e la loro vita motoristica. Aprono le macchine e puoi vedere gli interni, aprono i cofani e puoi scoprire un mondo di meccanica di altri tempi. I cofani aperti mostrano motori che ai tempi erano all’avanguardia e che anche ora vengono studiati dagli appassionati.

Se entrate nell’area dedicata alla manifestazione, arrivando dalla parte più antica e medievale di Castell’Arquato, incontrerete subito le auto da rally e, strano ma vero, pure quelle per le corse nel deserto. Qualche fuoristrada e qualche auto rialzata sembrano invitarvi a seguire un altro tipo di concetto di competizione, fuori dagli schemi (o dalla strada?). Auto note e meno note. Tra queste le due Lancia, la Stratos e la 037 sempre gradite. Si trovano in tutte le manifestazioni, ma attirano sempre e comunque gli sguardi.

Le auto protitpo specifiche per le gare di salita! Che piacere rivederle. Sempre presenti ma sempre gradite, con i loro motori urlanti nelle accelerazioni. Il nome di molte garantisce poi il sound: sono delle Abarth!

Ripercorriamo anche le linee morbide degli anni 50-60-70 del secolo scorso. Carrozzerie curve, plasmate dal vento, con una voglia di caratterizzarsi nel panorama dei “tanti produttori” che permisero ad alcuni modelli di distinguersi, per i risultati nelle competizioni o semplicemente per il loro apparire. Che differenza con il mondo attuale! I nostri computer ipertecnologici e le linee guida per la realizzazione di modelli sempre più sicuri e adatti ai nuovi tipi di mobilità ci stanno portando verso l’anonimato delle forme, ancora di più esasperato dalla voglia di family-feeling. Che differenze con il mondo di allora!

Non mi fermerei più di rivedere e condividere tutte queste immagini! Peccato siano quasi finite, le immagini intendo… poi ci saranno i video che sto assemblando in un unico racconto video.

L’ultima parte che vi racconto con immagini è dedicata al mondo delle competizioni a ruote scoperte dove il posto riservato al pilota era più stretto delle gomme posteriori. Sembra un dettaglio, ma guardare certi modelli rispetto a quelle che sono le auto da competizioni attuali lascia basiti! Poi ci sono quelle dove si iniziava a cercare l’effetto suolo, cominciando a porre le basi per le carenature e le ali o spoiler attuali. Godetevi lo spettacolo!

E in ultimo un incontro inaspettato: il vecchio e il nuovo che si incontrano, muso a muso. Una lotta senza tregua? Una gara senza fine? Oppure, semplicemente, come insegnano alcune filosofie, è il maestro che incontra l’allievo?


Di Filippo Miotto, pubblicato il 14 giugno 2022.

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