Hintegrale, di Angelelli Automobili.

di Filippo Miotto, pubblicato il 26 ottobre 2022. Integrato con immagini il 27/10/2022.



La passione

Un progetto molto impegnativo, una sfida che al momento in tanti tentano, ma che nessuno ha mai osato portare avanti veramente fino in fondo.

Fino ad ora.

Da anni si narrano storie di avventurosi che vorrebbero cimentarsi nel far nascere di nuovo la Regina incontrastata dei rally. L’abbiamo chimata Delta, Deltona, il Deltone e anche la Integrale. Negli anni ’80 del secolo scorso, quando regnava incontrastata il mondo dei rally, se si parlava di “Integrale” si pensava immediatamente a lei. Dal suo debutto nel 1987 nel campionato mondiale rally, il mondo si inchinò al suo strapotere, forte di ben 46 prove valide per il mondiale sia in assoluto (in coabitazione con la Subaru Impreza) che nel Gruppo A e ben 6 titoli costruttori consecutivi. Record che risulta tutt’ora imbattuto. E’ rimasta nel cuore di ogni appassionato, creando intorno a lei un mito che a stento si sarebbe pensato possibile per un’a hatchback’auto di quella categoria, ma che c’era comunque da aspettarsi. (Per altri dettagli leggi il mio articolo dedicato alla Lancia Delta cliccando quì)

In tempi recenti, spinti da questa insana passione per la Delta, in molti hanno ventilato un suo ritorno nei listini della Lancia, e in molti hanno proposto dei progetti di restomod, prendendo in prestito modelli originali, i così detti donatori, rivedendoli in parte nella carrozzeria, in parte nel motore e telaio, e donandole una nuova vita (leggi l’articolo sul restomod cliccando quì).

Ma finalmente qualcuno ha deciso di fare il passo definitivo. Non si parlerà di fantasie, non sarà un restomod, il disegno finale è stato tracciato e sta prendendo corpo. Davide Angelelli, della Angelelli Automobili, ha deciso di omaggiare la Delta che tutti conosciamo con un progetto completamente nuovo. Non una rivisitazione, ma una vera e propria nuova supersportiva di tipo hatchback che adotterà le più moderne tecnologie in fatto di automobili:

  • telaio innovativo basato sulla applicazione della tecnica del generative design;
  • molteplici superfici mobili per l’aerodinamica attiva;
  • tecnologia di visione a 360°;
  • sistemi di ausilio alla guida basati sulla predictive technology;
  • motorizzazioni ultraperformanti ibride, fino a 550 CV, e totalmente elettriche, fino a 700 kW;
  • trazione integrale di ultima generazione.

Non vi basta? Conterrà molto altro ancora…

Preparatevi quindi a ricordare il suo nome! Si chiamerà ufficialmente Angelelli Automobili Hintegrale, ma noi la chiameremo solo “Hintegrale”, e non potremo confonderci.


Il contenuto dell’articolo

Vi propongo così una monografia molto particolare. L’auto è un progetto ormai giunto al punto di “messa in opera”. In esso viene riversata tutta la tecnologia e i brevetti sviluppati da Angelelli Automobili e dal gruppo Virtual Mind. Il progetto è nato ufficialmente nel 2021, ma solo in questi giorni è arrivato all’ultima fase.

Vi riporto nel seguito quanto ho desunto spulciando il sito della Angelelli Automobili, in particolare quello dedicato specificatamente alla Hintegrale, e della Virtual Mind, da cui capire il funzionamento di molta della tecnologia adottata. Le immagini sono state ricavate dalla pagina Facebook dedicata a questo progetto (clicca quì per i dettagli).

In questo articolo troverete indicazioni relative a:

  1. La passione
  2. Il contenuto dell’articolo
  3. Lo stile e il design
  4. L’aerodinamica
  5. Il telaio
  6. Le motorizzazioni
  7. La tecnologia futuristica

Lo stile e il design

L’auto, disegnata da Davide Angelelli, si presenta come una due volumi, due porte (vabbè, probabilmente una 3 porte), con configurazione interna 2+2. Usando un inglesismo la possiamo così definire una hatchback.

Dalle poche immagini per ora disponibili si notano degli sbalzi anteriori e posteriori piuttosto ridotti, ruote di dimensioni generose a corredo di un passo non lunghissimo. Il profilo del tetto integra anche uno spoiler superiore. Le note tecniche evidenziano la presenza di numerose superfici mobili dedicate all’aerodinamica attiva.

L’assetto generale risulta molto ribassato, con anche un abitacolo e una posizione di guida che comportano una seduta molto bassa. C’è quindi da attendersi, appendici aerodinamiche a parte, anche un’altezza al tetto della vettura piuttosto ridotta.

L’auto si presenterà in diverse configurazioni che andranno a incrementare i suoi tratti sportivi al crescere della potenza delle varie motorizzazioni che saranno adottate. E’ prevista, tra l’altro, anche una versione dedicata allo sterrato estremo che, a questo punto, ci aspetteremo sia molto simile ad un’auto da rally vera e propria. Per gli interni, seguendo le linee tracciate ormai in tutti gli ultimi modelli, la strumentazione sarà di tipo digitale, con un pannello come cruscotto. Una curiosità sarà di certo il volante che, per la prima volta su un’auto di questa categoria, sarà del tutto simile a quello utilizzato nelle vetture supersportive e/o da competizione di livello superiore.


L’aerodinamica

Aerodinamica di tipo attivo. Questo il principio base che sarà seguito. L’auto, oltre al’assetto ribassato che la contraddistinugerà, sarà dotata di 12 deviatori di flusso che, integrati nella carrozzeria e anche grazie al nuovo telaio in preparazione, permetteranno il controllo dell’aria che fluisce intorno alla vettura in ogni condizione (rettilineo o curva, accelerazione o frenata, e così via) al fine da garantire la sua massima stabilità. Tale tipo di aerodinamica è prevista anche per la sua sorellona, la Superperformante D-One (clicca quì per vedere l’intervista in cui ne discutiamo con il suo progettista), una hypercar che ha estremizzato questi concetti, con cui la Hintegrale condivide molta della tecnologia adottata.

Dato che in essa verrà riversata la tecnologia e le competenze in sviluppo per la hypercar di casa, la Superperformante D-One, c’è da attendersi anche che il sistema di gestione dei flussi sottoscocca e ai lati sia molto simile, con prese d’aria frontali, convogliamento con appositi canali sulle fiancate e restituzione alla parte posteriore. Tutto per gestire il carico aerodinamico.

La deportanza totale potrà variare tra i 400 e i 750 kg, valori impressionanti se si tiene conto che, comunque, è pur sempre una hatchback!


Il telaio

Lo potete ammirare nelle foto che vi ho proposto precedentemente e che trovate poco sotto. Una struttura molto particolare che adotta la tecnologia del Generative Design. Praticamente, tramite studi e simulazioni al computer, effettuati con softweristica molto avanzata, viene generato un telaio in cui vengono eliminate le parti che non hanno delle vere e proprie funzioni strututrali, mantenendo e potenziando le parti in cui vengono evidenziate le linee di sforzo a cui esso sarà sottoposto. Il vantaggio primario è la leggerezza, dato che vengono eliminate parti inutili, ed un aumento complessivo della sua rigidezza, tutto a favore della dinamica di strada e della sicurezza della vettura stessa.

Questa tipologia di telai, però, mostrano il loro massimo effetto e i loro massimi benefici se associati ad un criterio di stampa 3D di metalli. Il telaio adottato, infatti, sarà di una lega alluminio-titanio e verrà realizzato senza saldature e giunzioni per addizione.


Le motorizzazioni

Siamo arrivati al cuore pulsante della vettura.

Sono previste varie tipologie di motorizzazioni basate sull’accoppiamento di una unità termica a due motori elettrici, nel caso delle configurazioni ibride, e di una totalmente elettrica. Le configurazioni possibili in realtà sono 4, legate ai livelli di potenza e alla posizione del motore che, grazie al Generative Design del telaio, potrà essere posizionato anteriormente o in posizione centrale. Quest’ultima configurazione mi ricorda tanto la Delta S4… e a voi?

Naturalmente, neanche a dirlo, tutte a trazione integrale.

L’unità termica è costituita da un motore da 1.8 litri, 4 cilindri biturbo, da 280 CV a trazione integrale di tipo più tradizionale. Questo potrà essere anche installato senza i motori termici garantendo così una configurazione “entry level”. Le configurazioni ibride adotteranno tutta la tecnologia possibile, compreso il telaio innovativo proposto, e prevederanno di accoppiare, al motore termico che agirà sulle ruote anteriori, anche due motori elettrici al posteriore, garantendo così sempre la trazione integrale, ma permettendo di avere potenze maggiori, pari a 400 CV, per la versione con motore anteriore, e a 550 CV nella versione con motore centrale.

La versione totalmente elettrica svilupperà 700 kW di potenza, da scaricare a terra con la sempre presente trazione integrale.


La tecnologia futuristica

Molta la tecnologia adottata. DEll’aerodinamica attiva ne abbiamo già parlato. Ora mi concentrerei sui sistemi di ausilio alla guida presenti che vanno oltre i normali sistemi ADAS di cui tanto sentiamo parlare.

Iniziamo, innazitutto, con il sistema di Visione panoramica a 360°  e dei sitemi chiamati Predictive technology – Integrated Predictive Dynamics System – SIPE ®. Praticamente, la vettura viene dotata di un sistema di sensori quali Gps, sistema elettronico centrale e varie piattaforme inerziali e di un sistema di videocamere che permettono, da un lato, di ricostruire virtualmente l’ambiente circostante in cui si trova la vettura e le sue dinamiche di guida, e, dall’altro lato, di arriare a “predire” il suo possibile comportamento su strada, premettendo così ai sistemi di bordo di intervenire e di eventualmente correggere l’assetto, favorendo sia la dinamica di guida anche ai meno esperti sia di garantire la sicurezza su strada del veicolo.

Impressionante anche l’opzione, per ora prevista solo per l’uso in pista, del sistema HUD per il pilota con funzioni VR ed interattive sul casco che implementerà le informazioni della strumentazione interna replicandole al pilota nel casco.



Di Filippo Miotto, pubblicato il 26 ottobre 2022. Integrato con immagini il 27/10/2022.

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