Borghi tra Piacenza e Parma: da Castell’Arquato a Bardi e dintorni.

di Filippo Miotto, pubblicato il 27 marzo 2022.

Tra Castell’Arquato e Bardi.

Questo articolo rappresenterebbe la seconda e terza giornata di visita dei borghi sull’Appennino tra Piacenza e Parma, di cui vi avevo parlato nella parte dedicata alla visita di Castell’Arquato, di cui potete leggere l’articolo cliccando quì.

Purtroppo un disguido tecnico mi ha permesso di recuperare poche foto (chi l’avrebbe mai detto che non tutti i cellulari resistono alle cadute!), che spero comunque siano significative per trasmettervi le emozioni che ho vissuto io e per invogliarvi ad una visita in questi luoghi.

Il percorso di per sè non è lunghissimo, ma le soste da fare sono molteplici, anche solo per passeggiare tra i campi o nelle piccole borgate contadine ancora presenti, immergendosi così per un istante in un mondo lontano secoli da noi. Il viaggio deve necessariamente essere affrontato con molta calma e tempo. Alcune aree attraversate richiedono di fermarsi un attimo, più o meno lungo, o per ammirare il panorama o, perchè no, per posteggiare l’auto e farsi anche semplicemente una passeggiata nella campagna.

Il secondo giorno è stato dedicato a visitare essenzialmente Vigoleno, Vernasca, la campagna tra questi due paesi e Castell’Arquato nuovamente, dove si è soggiornato anche la seconda notte. Il terzo giorno è stato dedicato al viaggio fino a Bardi , questa volta in territorio Parmense con diverse fermate durante il viaggio.

Per la visita a Vigoleno consiglio il percorso ad anello che da Castell’Arquato sale fino a Vernasca, poi a Vigoleno e, infine, il ritorno passando dalla pianura. Il viaggio fino a Bardi prevede essenzialmente un’unica strada disponibile, a meno che non vogliate allungarla (e di parecchio) per visitare altre zone nei dintorni.

La strada non presenta difficoltà importanti, solo che il numero di curve, tornanti, salite e discese è piuttosto elevato. Se vi piace guidare troverete il viaggio piacevole. Propio su strade così si apprezzano quelle caratteristiche delle auto che rientrano nella categoria del “handling”. Se non siete appassionati o avvezzi alla guida, il viaggio purtroppo potrebbe diventare faticoso. Quindi accendiamo i motori e partiamo.


La salita verso Bardi (PR).

La visita a Vigoleno e dintorni in un altro articolo. A giugno parteciperò, come spettatore e curioso, alla Vernasca Sivler Flag, gara di auto storiche che si sviluppa tra Castell’Arquato e Vigoleno. Sarà questa l’occasione per parlare di Storia e Cultura di questi posti enon solo dell’Automobile. Torniamo a noi e inziamo il viaggo da Castell’Arquato fino a Bardi.

Il primo tratto, fino a Lugagnano, non riserva particolari sorprese si si passa dalla strada principale di fondo valle. Le colline circostanti sono da vedere con calma, ma converrebbe di più transitare sulle strade collinari, passando così proprio in mezzo ai campi dove fermarsi nelle strette strade sterrate da cui fare brevi passeggiate nel verde. Alcuni cascinali di più anitca fattura forniscono spunti di riflessione sull’architettura agricola del territorio, dove vengono in parte richiamati gli stili medievali presenti nei paesi principali.

Interessanti, in sponda orografica sinistra, quindi ce li troviamo sulla destra salendo verso Lugagnano, sono i calanchi, formazioni geologiche date da affioramenti di rocce sedimentarie che, con l’azione dell’acqua, hanno generato degli scenari molto particolari. Vi rimando al sito dedicato al Parco del Piacenziano (cliccate quì per i dettagli), dove trovate tutte le indicazioni necessarie per fare una gita dedicata nella zona, che in questo giro non sono riuscito a fare.

Passato Lugagnano si inizia la strada che si avventura sulle colline, fiancheggiando il Torrente Arda, e portandoci più nel cuore degli Appennini.


Lago e Diga di Mignano

Poco dopo Lugagnano si incotra il Lago di Mignano, formato grazie alla presenza di una diga a gravità con profilo arcuato. La diga è getita dal “Consorzio di Bonifica di Piacenza”, sul cui sito (cliccate quì) trovate i dettagli dell’impianto. Il coronamento della diga è percorribile e permette di passare dalla sponda destra, dove sono presenti i posteggi e una trattoria, alla sponda sinistra da cui è possibile iniziare alcuni sentieri che si inoltrano sulle colline. La struttura nasce negli anni ’20 – ’30 del secolo scorso come bacino di accumulo a servizio dell’agricoltura e per la laminazione delle piene.

E’ presente anche una area picnic dove è stata ricostruita la sagoma di una balena. Nella zona sono infatti stati trovati i resti di una balena del pleistocene che è esposta nel museo geologico di Castell’Arquato.

Sono visibili gli scaricatori superficiali delle piene e la vasca di dissipazione alla base del paramento di valle. In sponda sinistra orografica (dalla parte opposta del posteggio), un occhio attento può riconoscere le tracce, ancora visibili, degli interventi fatti sulla parete della montagna per poter realizzare l’opera. Se siete anche voi ingegneri idraulici non vorreste più venire via, ritrovandovi tutte le caratteristiche tipiche degli sbarramenti di questo tipo. Una piccola lezione di “Costruzioni idrauliche” fatta dal vivo…

Un cartello, al posteggiod elle auto, ci ricorda le caratteristiche dell’invaso e la quantità di energia in grado di produrre.


Antica Chiesa di Sant’Andrea

Pochi chilometri dopo la diga, superato l’abitato di Castelletto Corti, è d’obbligo una sosta alla Antica Chiesa di Sant’Andrea. Sono presenti i resti di una antica chiesa che devono essere contemplati in silenzio.

L’edificio si trova sulla sinistra salendo ma non è ben visibile dalla strada. Con il nostro buon navigatore imponiamo una sosta in questo posto in modo da trovare subito l’ubicazione. Sulla destra è presente una stretta strada poderale in cui consiglio di scendere per posteggiare. La strada è abbastanza ampia da permettere la sosta in sicurezza senza intralciare il passaggio di eventuali mezzi agricoli. Attenzione, però, se avete auto alte due dita da terra… potreste incontrare delle difficoltà! Dall’auto un breve tragitto su strada bianca vi porta poi subito alla chiesa.

La chiesa, ormai sconsacrata, rappresenta uno dei più antichi edifici religiosi della zona. Vi rimando alla pagina di VisitPiacenza dedicata a questo luogo per i dettagli.

Come potete vedere dalle foto successive, l’edificio è stato restaurato nelle murature portanti e nel campanile, ma è senza la copertura. Alle spalle dell’altare, in area aperta, sono rpesenti i resti di ulteriori antichi muri che costituivano l’edificio originario di circa 100 anni fa. Supportati dal fatto che il traffico nella zona, almeno durante la mia visita, era veramente molto ridotto, si può visitare questo luogo in assoluto silenzio, con sottofondo solo i suoni della campagna. Sedersi un attimo ad ammirare l’edificio regala delle belle sensazioni che bisogna esplorare ognuno a proprio modo.


Passo Pelizzone

Salire, salire e salire ancora un po’! Si arriva così al monte Pelizzone dove si scollina passando dalla Val d’Arda verso la Val Ceno. Per godersi il panorama bisogna scendere un poco rispetto al passo, in quanto solo più avanti si aprono degli scorci interessanti e suggestivi da cui ammirare i dintorni. Vi lascio sotto un esempio…


Bardi!

Dopo tanto viaggiare finalmente si arriva a Bardi (PR). Prima tappa l’Ufficio del Turismo, da cui si possono avere tutte le informazioni sul paese e sui siti da visitare. La principale attrazione del posto resta comunque il Castello o Fortezza di Bardi.

La sagoma del castello è ben riconsocibile, grazie alla sua massiccia presenza a difesa della valle. Essa rappresenta una struttura fortificata massiccia di cui è possibile esplorare praticamente tutto, dai camminamenti esterni a molte delle sale interne, dalle piazze d’armi e cortili interni fino ai camminamenti più alti da cui fermarsi ad ammirare tutta la valle circostante.

Entrare nel castello è un viaggio nel passato. Mille angoli da scoprire che fanno rivivere emozioni di centinaia di anni fa. La struttura è molto ben conservata e permette una visita piacevole della durata di circa 2-3 ore in tutto. All’interno del castello, ospitate in varie aree, sono presenti anche mostre ed eventi che danno anche degli approfondimenti su argomenti molto diversi.

Il Castello di Bardi offre delle mostre permanenti dedicate all’archeologia, alle arti e mestieri antichi, alle cartoline della Val Ceno, come anche alla civiltà Valligiana, oltre ad un interessante museo sulla fauna e sul bracconaggio! Vi lascio il link diretto al Castello di Bardi (cliccate quì), da cui ottenere tutte le informazioni per una visita completa.


Di Filippo Miotto, Pubblicato il 27 marzo 2022.

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