Di Filippo Miotto, pubblicato il 14/10/2026.
Una coachbuild come nessuno ha mai osato fare, perché reinterpretare con i propri stilemi un mito dell’automobilismo dell’era moderna, per arrivare in fine a creare qualcosa di innovativo, non è da tutti. Nel panorama contemporaneo delle hypercar, dove spesso ci si rifugia nella pura nostalgia o in timide reinterpretazioni del passato, esistono realtà capaci di guardare oltre, fondendo l’artigianalità meccanica con le più estreme innovazioni tecnologiche del XXI secolo. Tra queste spicca Angelelli Automobili, un nome che continua a far parlare di sé per progetti coraggiosi e senza compromessi. Al centro dell’attenzione c’è la 91X Hypercar, un’opera che trascende il concetto di semplice vettura per diventare una vera e propria celebrazione della tecnica e della velocità.


La 91X nasce come una profonda reinterpretazione ingegneristica e filosofica di uno dei punti di riferimento assoluti della storia recente dell’automobilismo: la Porsche 918 Spyder. Tuttavia, come sottolineato dai creatori stessi, non siamo di fronte a una replica o a un esercizio di stile fine a sé stesso. La 91X si configura come un’evoluzione tecnica orientata al futuro, costruita attorno a una visione in cui ogni dettaglio funzionale risponde a rigidi principi di efficienza dinamica.


La produzione della 91X Hypercar, come la Angelelli EffeQuaranta (leggi l’articolo dedicato) limitata a soli 50 esemplari, di cui 25 più impostati ad una anima racing. Ciascuno veicolo verrà assemblato a mano con possibilità di totale personalizzazione di colori, finiture e dettagli sartoriali degli interni.
Il banco di prova virtuale
Ciò che affascina maggiormente di questo progetto è il suo metodo di sviluppo. Prima ancora di solcare l’asfalto, la 91X ha vissuto centinaia di ore di modellazione CAD 3D ad alta precisione, sviluppo avanzato delle superfici e analisi strutturali FEM (Finite Element Method).
Attraverso la creazione di digital twins (gemelli digitali) integrati in simulatori di guida professionali, l’azienda ha sottoposto la vettura a decine di migliaia di chilometri di test virtuali. Ogni simulazione ha permesso di affinare le geometrie, la distribuzione della rigidezza torsionale, la cinematica e il bilancio complessivo della vettura, spaziando da condizioni climatiche estreme a configurazioni di tracciato miste e tecniche. Una metodologia innovativa questa che permette risultati ottimali prima ancora di scendere in pista con il modello da strada.
“Alien Mesh Design”: La Stampa 3D in Titanio
Il cuore strutturale della 91X rappresenta una delle vette più alte dell’ingegneria applicata della casa italiana. Il telaio fa largo uso di componenti stampati in 3D in titanio attraverso la tecnologia proprietaria “Alien Mesh Design”.




Questo processo di progettazione generativa e ottimizzazione topologica consente di ottenere una struttura incredibilmente leggera ma rigida, riducendo le masse non sospese e massimizzando la risposta dinamica del veicolo. La ricerca meticolosa si estende anche all’architettura dei freni posteriori e dei gruppi ruota, pensati per garantire un’efficienza frenante e una precisione di guida senza precedenti.
La scelta del generative design esce anche dall’aspetto puramente meccanico per diventare design e stile allo stesso modo. Troviamo queste strutture in altre parti del corpo vettura, soprattutto negli interni. Queste strutture che ricordano lo sviluppo di un organismo vivente affascinano ancora prima di poter accendere la vettura.
Cuore Meccanico e Aerodinamica Attiva
La spinta di questa hypercar è affidata a motorizzazioni di altissimo lignaggio: il progetto prevede opzioni di propulsione termica di cilindrata elevata — tra cui configurazioni V8, V10 e V12 — accompagnate da un meticoloso studio acustico ed emozionale per restituire il sound viscerale della vera meccanica italiana.


La raffinatezz tecnologica la ritroviamo anche nel sistema aerodinamico di tipo attivo tra i più sofisticati mai concepiti. La 91X dispone di ben molteplici superfici mobili attive che, in perfetta sincronia con l’ala posteriore e lo splitter anteriore, sono in grado di generare carichi aerodinamici straordinari (fino a oltre 1600 kg di forza a seconda delle configurazioni di velocità), incollando letteralmente la vettura all’asfalto.


La meccanica sotto il cofano è impressionante. Partiamo dalla cilindrata di 6.5 litri abbinata a un frazionamento V8 e V10. La potenza varia da 900 CV a 1200 CV abbinata ad una copia di 1000 Nm. L’aerodinamica sofisticata e il peso ridotto permettono uno scatto 0-100 km/h inferiore a 2 secondi e una velocità massima di 350 km/h. Le sospensioni sono quelle identificate come “Push-rod double-wishbone suspension”, soluzione ottimale per questa tipologia di veicoli. Gommatura generosa(all’anteriore delle 275/35ZR20 e al posteriore delle 335/30ZR21) abbinate a freni ceramici giganteschi!
Il futuro della passione
La Angelelli 91X ci ricorda che la passione per l’automobile non è ancorata esclusivamente al passato, ma sa nutrirsi della ricerca scientifica, dell’ingegneria aerospaziale e della digitalizzazione avanzata.
Un sogno su quattro ruote, pensato per chi cerca l’emozione pura, oltre i numeri e oltre ogni convenzione.
Di Filippo Miotto, pubblicato il 14/10/2026.

